Vetrina del CdP - Blogroll di casaframe * pagine (indio) *
pagine
di indio
mescolai due pagine del mio libro
traendo l’unica conclusione logica:
dimenticare con un viaggio di fantasia.
e ingannai me stesso scrivendo poesia.
narrai di una presenza forte
dipingendo di mordorè l’eleganza.
ravvivai, con tinte folli,
il volto di un Cagnaccio triste
e le sere sbiadite senza un approccio.
strappai due pagine dello stesso libro
traendo l’unica conclusione illogica:
nascere una seconda volta.
e incoraggiai me stesso scrivendo ancora poesia.
scesi per strada e incontrai la strada.
la rilessi con aria ironica
cancellando sbavature oniriche.
in bilico tra ciglio e rischio
corsi il rischio.
volevo un po’ di terra tra le mie scarpe.
mentre le belle di notte continuavano a sputare
i loro minuti tondi neri semi sul ciglio.
(indio)
da: vetrina del CdP
Franco L. Melzi16 giugno 2016 13:51
Mi
era piaciuta subito questa metapoesia che, non me ne voglia il nostro
amico Indio, mi ricorda molto da molto vicino un testo stupendo di
Califano, se non nella sostanza ma nello stile, e mi riferisco al
celeberrimo “Un mondo piccolo”. Certo qui ci sono un paio di citazioni
che impreziosiscono la composizione, ma le assonanze non mancano, i temi
quali la pittura, la letteratura e il male di vivere sono comuni al
testo di Pace. Pure le lucciole mi portano al sottobosco di Califano.
Sia detto solo per curiosità, e senza malafede. In fondo l’ho già detto
all’inizio, a me piace questo genere di poesia.
Dipinsi l’anima su tela anonima
E mescolai la vodka con acqua tonica
E pranzai tardi all’ora della cena
E mi rivolsi al libro come una persona
Guardai le tele con aria ironica
E mi giocai i ricordi provando il rischio
Poi di rinascere sotto le stelle
Dimenticai di colpo un passato folle
In un tempo piccolo…
Risposte
Anonimo16 giugno 2016 15:48
Un
saluto a te caro frame...magari riuscissi a scrivere testi poetici come
il Califfo ...non te ne voglio, figurati...x me è un complimento! Le
assonanze forse ci sono ma il tema è completamente diverso. Le belle di
notte sono dei fiori, il Cagnaccio è ambiguo altrettanto ed è un
pittore...insomma più di tanto non trovo parallelismi. Mi ha fatto
piacere essere entrato a casa tua e l'ospitalità e sempre ottima. Grazie
e speriamo piaccia a tanti altri...grazie anche a Serenella della bella
sorpresa un abbraccio. indio Domenico Garaffa
Franco L. Melzi16 giugno 2016 17:31
Ah... belle di notte in quel senso.
No, non l'avevo capito.
Sei sempre il benvenuto, ciao Indio.
Serenella Tozzi16 giugno 2016 14:00
Belle entrambe. Sullo stesso tema le stesse sensazioni.
Certo, hai ragione Franco, quella di Indio è più impreziosita…
anche lui ama gli indiani ;-) e ne scrive poesie. Ne ha fatto un libro. Da leggere.
Epittèto16 giugno 2016 19:00
Un'incursione nel CdP dal quale mi sono autoestromesso prima di esserne cacciato d'ufficio malis modis.
Franco
ed altri della Vetrina si sono avventurati nel commento al testo qui
incollato, ma con la solita post-frustrazione da ultra legenda.
E'
inutile munirsi di enciclopedie cartacee o media digitali per indagare
il recondito pensiero di certi Autori sperimentalisti dell'oggi.
Tralasciando l'optional della forma, son solito concentrarmi sulla leggibilità e comprensibilità dello scritto.
Ricorrendo
nei casi disperati, come questo, agli indici collaudati di Gunning ed
altri ricercatori linguistici, i cui algoritmi nella fattispecie non
hanno retto all'IL ( non basterebbero più lauree al lettore... ).
In conclusione propenderei per una sorta di follia poetica per la quale ultra vires nemo tenetur.
Siddharta
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