di Luciano Tarabella
Cara compagna, siamo un po' invecchiati
dal tempo che eravamo studentelli
e se diamo uno sguardo sui capelli
si vede che la neve l'ha imbiancati.
Anche se ci sentiamo trascinati
nel rimpianto dei nostri tempi belli
di quando cantavamo gli stornelli
e si berciava come forsennati,
siamo rimasti quasi come prima:
tu sognatrice ed io col vizio ancora
di passarti un foglietto con la rima;
perciò serbo nel libro una tua rosa
e ti rivedo, fresca come allora,
mentre mi rubi un sorso di gazzosa.
Luciano Tarabella
14/10/09
***************************************
Epitteto Eubulide:
In verità quando talora ci rivediamo, io e le vecchie fiamme, stento a credere ai miei occhi.
Il tempo ci ha disastrato, siamo inguardabili reciprocamente.
E penso, per fortuna che non l'ho sposata quella, e nemmeno questa...
L'ultima che ho visto era ingrassata fuor di misura, i tratti stravolti!
E ripenso a quando eravamo giovani e belli, dalla pelle incredibilmente liscia e luminosa.
E allora manco ce ne rendevamo conto, dandolo per scontato, resi ciechi dalla gioventù dagli occhi bendati.
Sonetto classico, inappuntabile nella sua classicità.
Molto bravo, Cinico Cratete.
dal tempo che eravamo studentelli
e se diamo uno sguardo sui capelli
si vede che la neve l'ha imbiancati.
Anche se ci sentiamo trascinati
nel rimpianto dei nostri tempi belli
di quando cantavamo gli stornelli
e si berciava come forsennati,
siamo rimasti quasi come prima:
tu sognatrice ed io col vizio ancora
di passarti un foglietto con la rima;
perciò serbo nel libro una tua rosa
e ti rivedo, fresca come allora,
mentre mi rubi un sorso di gazzosa.
Luciano Tarabella
14/10/09
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Epitteto Eubulide:
In verità quando talora ci rivediamo, io e le vecchie fiamme, stento a credere ai miei occhi.
Il tempo ci ha disastrato, siamo inguardabili reciprocamente.
E penso, per fortuna che non l'ho sposata quella, e nemmeno questa...
L'ultima che ho visto era ingrassata fuor di misura, i tratti stravolti!
E ripenso a quando eravamo giovani e belli, dalla pelle incredibilmente liscia e luminosa.
E allora manco ce ne rendevamo conto, dandolo per scontato, resi ciechi dalla gioventù dagli occhi bendati.
Sonetto classico, inappuntabile nella sua classicità.
Molto bravo, Cinico Cratete.
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