giovedì 9 novembre 2017

Sublime assenza
di Enza / Provvidenza Picone

E se un dì dovessi perire,
non ti scordar di me.
Che t'ebbi a palesar
tutto il mio amore.
Come il prossimo tuo
t'ebbi ad amare
e come un fiore in boccio
respirai di te.
Sublime essenza.
P.P.
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Commento di Epitteto:
Ahe'! Mica bau bau, micio micio.
Qui c'è tutto l'armamentario di un amore alla follia.
Non è chi non veda una certa esagerazione.
Una lirica tutta di testa, allora?
Non è detto.
Sia nei maschi che nelle femmine l'esasperazione amorosa tende oltre che a sublimare il soggetto amato, anche ad introiettarlo materialmente.
Si ama tutto di lui/lei: l'odore della pelle, la voce, la mimica, i gesti, le gambe, i piedi, il tronco, il cuore, il fegato, la postura, ecc.
In una sorta di desiderio antropofago.
Fino a passarsi il cibo di bocca in bocca.
Donde viene giustificato il verso <... e come un fiore in boccio/ respirai di te >.
Parola di strizzacervelli.
La forma?
Semplice, essenziale, diretta, piacevole.
SIDDHARTA

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