domenica 24 febbraio 2019

La Storia della domenica
di Epitteto

I leccapiedi.
Carlo V° ( 1500-1558 ), imperatore del Sacro romano impero, colui che definì il proprio regno come quello sul quale < non tramontava mai il sole >, all'età di 56 anni, stufo del suo trono pieno di grattacapi, vi rinunciò e si ritirò nel monastero di San Jerònimo di Yuste.
Un esempio mai imitato dai nostri politici incollati a vita al seggiolone del potere.
Ivi dopo non molto si dilettò ad organizzare le esequie fasulle della sua morte per spiare come si sarebbero comportati i suoi cortigiani.
Detto fatto si appostò ad un pertugio, ammirando lo spettacolo.
Non si sa cosa ne sortì, ma è certo che i cortigiani che leccano i piedi ed i glutei ai potenti si levano la maschera, per indossarne subito un'altra e cominciare una nuova recita
La storia narra poi che il grande imperatore era atterrito dai ragni e scorpioni ( aracnofobia ), era un imbelle in guerra ( cioè si cagava addosso dalla paura ) e per tutta la vita fu afflitto dalla gotta grazie alle abbondanti libagioni, cui si dedicava anche in convento malgrado una vita di preghiera e di meditazione...
Menenio

venerdì 22 febbraio 2019

Pillola del mattino
di Epitteto

Gli ipocriti.
Ieri un servizio Tv d'opinione ha trattato dell'attuale scandalo pedofilia della Chiesa cattolica.
Gli invitati nel commentare sono stati attenti a misurare le parole, senza esporsi chiaramente.
C'è stato addirittura uno che pur dichiarandosi ateo-agnostico ha precisato di essere il meno indicato a giudicare.
Hanno poi pianto per gli esborsi della Chiesa ad indenizzo dei sodomizzati, perchè prosciugavano le ricchezze dell'istituzione religiosa accumulate in duemila anni di razzia.
Nessuno ha pronunciato la parola < galera > come pena necessaria per i sodomizzatori.
Avrebbero perso una percentuale dei lettori cattolici sagrestani...

Romolo

giovedì 21 febbraio 2019


Di tutto un pò
di Epitteto

1 - Peer-to-peer.
Via libera ai fast food prodotti in case private.
Questo per il momento solo in California.
Ma il peer-to-peer non si ferma qui.
Chi ha solo un piccolo angolo cottura in casa, può affittare a ore cucine superattrezzate dai fortunati possessori per preparare pranzi e rinfreschi in proprio.


2 - Lo yoga dell'Occidente.
Anche in Italia si sta diffondendo la pratica del lavoro a maglia o all'uncinetto , aperto a uomini e donne esperti o principianti.
Con apposite gare indette in varie città di bravura, velocità, creatività.
Il lavoro a maglia è stato definito lo yoga dell'Occidente, ed è rimedio valido allo stress giornaliero.
In alcuni Paesi viene usato per rilassarsi persino da chirurghi in attesa di operare o da atleti in ritiro sportivo.

3 - Shopping.
Prende sempre più piede lo shopping on line con consegne a domicilio.
Una vera comodità che evita trasferte nei supermercati, uso degli automezzi, dribbling dei vari questuanti neri avanti i negozi, pesi da trasportare, ecc.
L'altro giorno, ammmirato dalla previdenza commerciale di un mio vicino, ho chiesto all'uomo di colore addetto alle consegne il numero di telefono della ditta specializzata nelle vendite domiciliari, per adeguarmi al servizio.
L'incaricato mi ha squadrato velocemente e mi ha chiesto se avevo un figlio.
Al mio assentire, mi ha consigliato di avvalermi della sua capacità informatica nel cercare al computer le coordinate necessarie.
Evidente il suo pessimismo sulle mie capacità di novantenne ad avvalermi della rete...

Servio Tullio

martedì 19 febbraio 2019

Tattoo
di Epitteto

Anticamente il tatuaggio consisteva nel marchio a fuoco indicante la proprietà del < bene > uomo, al pari del bestiame.
In seguito anche marchio d'infamia ( prostitute, ecc. ).
Il tattoo ebbe origini polinesiane: sbarcati a Tahiti nel 1769 James Cook e il suo equipaggio restarono fulminati dai tatuaggi su tutto il corpo degli indigeni.
Importata in Europ, l'arte < pittorica > prese subito piede, in barba all'anatema di papa Adriano 1° che nell'VIII° secolo riteneva sacrilego sfregiare il corpo perchè tempio di dio.
Col passare dei secoli il tatuaggio ebbe anche a significare i taluni momenti importanti per il portatore: località lontane, mari navigati, ecc.
V'erano poi anche i marinai furbetti: si facevano tatuare sulla schiena il crocefisso: per evitare le scudisciate di insubordinazione : non potendosi colpire l'immagine del figlio di dio...
Estimatori anche fra i nobili del tempo, che però non potevano vantarsene pubblicamente per motivi di noblesse oblige sociale o di corte.
E oggi? Sono cambiati i tempi, ma l'arte dell'inchiostrarsi resiste più che mai.


Tarquinio Prisco
La fenice
di Enza Picone

Aneliti e desii,
amplieranno
le flebili fiamme
che covano latenti...
Del lor fulgor
bruciarono le carni.
Ancor dolenti
anelano riposo.
E. P.

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Commento di Epitteto:
Aprire con < aneliti > e chiudere con < anelano > non è proprio il massimo.
Su, un altro verbo affine...
La fenice, uccello di fuoco come la nostra poetessa, che rinasce di tanto in tanto dalle sue ceneri.
Versi dolorosi che riflettono lo stato d'animo di chi versa in continue tribolazioni, e stanco < anela > ad un poco di riposo.
Vedrà mai la Nostra un orizzonte di speranza?
Mah. intanto anche questa poesia rientra nel filone della letteratura lamentativa, di cui in molti si compiacciono.
Breve e diretta, con quel tanto di passatismo che non guasta.
Epitteto

Di primo mattino
di Epitteto

1 - No, non esiste.
Dio non esiste perchè nei millenni nessuno l'ha mai visto, nemmeno uno che diceva di essere suo figlio.
Tralasciando per pietà certi mistici, santi e affini abituati nel loro cervello nevrotico a dialogare col metafisico, se però dio non esiste materialmente, esiste invece l'idea di dio, e questo ha fatto la storia.
Naturalmente i furbastri dell'immateriale ci hanno ricamato sopra, e quel dio da piccolino che era è diventato un mostro trinariciuto.
Capace di atterrire gli ingenui innocenti, facendo accumulare ricchezze enormi ai falsi profeti della fede.


2 - La classe agiata.
I film colossal americani sulle vicende dell'antichità classica ci hanno sempre descritto la civiltà egizia come una subcultura violenta.
Schiere di schiavi fustigati a sollevare enormi pietre squadrate per costruire piramidi ed altro.
Macchè, studiosi del lavoro hanno evidenziato che la classe operaia del tempo era ben organizzata, operativa e rispettata nei diritti.
Tanto che quella egiziana è stata di riferimento a tante altre civiltà del tempo.

3 - Il digitale.
Dove c'è digitale c'è meno corruzione, secondo gli esperti del ramo.
Donde anche in Italia l'impegno ad informatizzare per esteso la Pubblica Amministrazione.
Parola dell'ingegnere elettronico Luca Attias chiamato alla bisogna una volta tanto non dai soliti politicanti pasticcioni.

Anco Marzio

lunedì 18 febbraio 2019


Qua e là
di Epitteto

1 - Il film.
Poco tempo addietro la RAI ci ha propinato il famoso film-scandalo < Ultimo tango a Parigi >.
Con l'avvertimento pomposo: < in originale, senza tagli >!
Preceduto da una lunga paludata recensione del solito solone di turno.
Una miseria cinematografica al confronto dell'esplicita pornografia dilagante in internet, alla portato di tutti.
E non ditemi che non ci avete mai dato una sbirciatina...


2 - I pecoroni.
La gente ama sentirsi dire solo quello che le piace.
E' cioè prigioniera dei suoi pregiudizi.
Appena sventoli una parvenza di verità, subito ti abbandona per seguire i cialtroni della parola.
L platea dei miei amici di Fb pare un porto di mare.
Prima mi assediano con richieste sodali, poi se ne fuggono inorriditi.
I peggiori sono quelli che poi non ti leggono nemmeno, lasciandoti in silenzio.
Non hanno nemmeno il coraggio di cancellarsi dall'elenco degli amici.
Ma forse il maggior responsabile del misfatto potrebb'essere proprio il nostro social.
Che ci propone una marea di amici inutili con l'obiettivo di aumentare smisuratamente la propria platea per fini commerciali e non anche di miglioramento etico-sociale del pubblico.
Perseguendo l'appiattimento mentale delle masse e conseguente consenso da pecoroni incapaci di possibili pericolosi giudizi autonomi.

3 - Il critico.
La capacità di autocritica è un esercizio benefico per chi vuol fare il critico altrui.
A tal fine mi alleno con puntiglio, ma per lo più prevale la spocchia della superbia.

Numa Pompilio