venerdì 1 dicembre 2017

Canterò le mie canzoni
di Totò Mirabile

Canterò le mie canzoni
ed il mio canto avvolgerà
il tempo per avvolgere loro
e ascolterò i loro pensieri.

Farò sempre della mia vita
un percorso per i miei figli
ed i miei figli saranno ricchi
di generosità ed amore.
Il mio scrigno è vuoto
di denari, brillanti e rubini
ma il mio cuore è pieno
di sacrifici e privazioni.
Li amerò come la rondine
che ma la primavera
e poi vivrò ancora in loro
con il loro frutto della vita.
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Commento di Epitteto:
L'Autore fa bene a lanciarsi in canti di glorificazione della sua prole.
L'amore paterno così esige a tutte le latiitudini.
Ma forse i risultati potrebbero non essere pari alle aspettative.
I figli sono frecce scagliate nell'ignoto, ognuna con proprie direzione e destinazione.
Le mie considerazioni saranno anche anodine, ma mica mi lascio commuovere.
Innanzitutto aver procreato è indice di estremo egoismo.
Perchè nel dare la vita, decretiamo anche la morte.
Con tutte le altrui disperazioni del caso.
Poi perchè i figli non saranno mai a nostra immagine e somiglianza come si spera.
Chissà quante delusioni nell'andar del tempo, che non è qui il caso di elencare.
E allora?
Cantiamo, cantiamo pure, nell'attesa che non sia voce al vento.
Intanto è da apprezzare lo sforzo di gioia e speranza di cui trasuda l'intero componimento.

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