Com'era
di Mauri Mari
Fermo
come un albero. piantato
a vedere passare le auto
e gli uccelli migratori
i bambini in bicicletta
ed i cani che ti pisciano sui piedi.
Sai com'è
sentirsi morire pian piano...
Il sole ti cuoce
la pioggia ti bagna
e sei senza riparo
e ricordi cos'eri
e racconti com'era
agli altri alberi
la vita d'un uomo
*******************************
SIDDHARTA:
Ho fatto leggere alla mia adorata Santippe ( ormai anche lei ultraottuagenaria... ) questa proposta dell'Amico Maurizio.
A lei, allevata a pan di Pascoli, Carducci, ecc. con companatico di armamentario letterario ottocentesco.
Per un paio di minuti è rimasta immobile, pensosa, poi con le occhiaie vuote ha sibilato < ma cusa roba l'è, ches chi? >...
Mi sono armato di pazienza e le ho spiegato che viaggiavamo verso il tremila, che le avanguardie futuriste erano già state inghiottite dall'ipermodernismo sconfinato, che oggi non è più possibile parlare di
< merletti e veleni >, o bere o affogare, ecc. ecc.
Le ho detto poi < scordati la metrica, il ritmo, l'accentazione, la grammatica, la sintassi, la consecutio temporum, l'analisi logica, l'ortografia, la punteggiatura e tutto il resto scolastico e buttati sulla metasemantica alla Fosco Maraini...
Dobbiamo esser grati al Poeta Mauri Mari per averci consentito di capire quantomeno il messaggio.
In tempi in cui contenente e contenuto non sono più distinti e ci si avvale della facoltà di non rispondrere in campo letterario >.
Rasserenàti, ci siamo quindi dedicati all'analisi del testo.
Santippe però s'è subito incaponita sul punto fermo al secondo verso.
O un refuso, ha detto, o come un neo di bellezza sulla guancia sx delle salottiere del Settecento.
Accasciandosi in deliquio.
Sono contento della sua perdita di coscienza per stanchezza intellettuale.
Così io posso riprendere l'usuale autonomia di commento e spaziare alla grande.
< Come un albero >.
Sì, una bella immagine.
Dall'alto del suo lungo tempo, in paziente attesa e sopportazione, vedersi girare attorno tutto un mondo variegato in movimento.
Metafora della vita.
Dopo lustri e lustri di impegno socio-lavorativo, a costruzione di una famiglia saldo porto di affetti e valori interpersonali, può capitare di restare improvvisamente nudi.
Con un mondo capovolto che non riconosci più e non ti riconosce.
Financo i cani ti si appressano per le loro deiezioni.
Ma forse questo è il momento migliore e più bello.
Per fermarsi a meditare filosoficamente.
E qui entra in gioco il caro, indiscusso, grandioso frigio Epitteto, mio Maestro di vita.
< Quando tutti ti sputeranno addosso e persino il tuo schiavo se la riderà di te, allora e solo allora potrai dirti incamminato sulla via per diventare un perfetto filosofo > ( libera traduzione dello scrivente ).
Ecco, caro Amico Poeta, dall'alto della nostra ricca esperienza esistenziale, ora possiamo dire di aver raggiunto la saggezza e forse la serenità.
Per raccontare così al prossimo ( ... gli altri alberi ) la nostra vita, < la vita d'un uomo >.
Splendida/mente.
Siddharta
di Mauri Mari
Fermo
come un albero. piantato
a vedere passare le auto
e gli uccelli migratori
i bambini in bicicletta
ed i cani che ti pisciano sui piedi.
Sai com'è
sentirsi morire pian piano...
Il sole ti cuoce
la pioggia ti bagna
e sei senza riparo
e ricordi cos'eri
e racconti com'era
agli altri alberi
la vita d'un uomo
*******************************
SIDDHARTA:
Ho fatto leggere alla mia adorata Santippe ( ormai anche lei ultraottuagenaria... ) questa proposta dell'Amico Maurizio.
A lei, allevata a pan di Pascoli, Carducci, ecc. con companatico di armamentario letterario ottocentesco.
Per un paio di minuti è rimasta immobile, pensosa, poi con le occhiaie vuote ha sibilato < ma cusa roba l'è, ches chi? >...
Mi sono armato di pazienza e le ho spiegato che viaggiavamo verso il tremila, che le avanguardie futuriste erano già state inghiottite dall'ipermodernismo sconfinato, che oggi non è più possibile parlare di
< merletti e veleni >, o bere o affogare, ecc. ecc.
Le ho detto poi < scordati la metrica, il ritmo, l'accentazione, la grammatica, la sintassi, la consecutio temporum, l'analisi logica, l'ortografia, la punteggiatura e tutto il resto scolastico e buttati sulla metasemantica alla Fosco Maraini...
Dobbiamo esser grati al Poeta Mauri Mari per averci consentito di capire quantomeno il messaggio.
In tempi in cui contenente e contenuto non sono più distinti e ci si avvale della facoltà di non rispondrere in campo letterario >.
Rasserenàti, ci siamo quindi dedicati all'analisi del testo.
Santippe però s'è subito incaponita sul punto fermo al secondo verso.
O un refuso, ha detto, o come un neo di bellezza sulla guancia sx delle salottiere del Settecento.
Accasciandosi in deliquio.
Sono contento della sua perdita di coscienza per stanchezza intellettuale.
Così io posso riprendere l'usuale autonomia di commento e spaziare alla grande.
< Come un albero >.
Sì, una bella immagine.
Dall'alto del suo lungo tempo, in paziente attesa e sopportazione, vedersi girare attorno tutto un mondo variegato in movimento.
Metafora della vita.
Dopo lustri e lustri di impegno socio-lavorativo, a costruzione di una famiglia saldo porto di affetti e valori interpersonali, può capitare di restare improvvisamente nudi.
Con un mondo capovolto che non riconosci più e non ti riconosce.
Financo i cani ti si appressano per le loro deiezioni.
Ma forse questo è il momento migliore e più bello.
Per fermarsi a meditare filosoficamente.
E qui entra in gioco il caro, indiscusso, grandioso frigio Epitteto, mio Maestro di vita.
< Quando tutti ti sputeranno addosso e persino il tuo schiavo se la riderà di te, allora e solo allora potrai dirti incamminato sulla via per diventare un perfetto filosofo > ( libera traduzione dello scrivente ).
Ecco, caro Amico Poeta, dall'alto della nostra ricca esperienza esistenziale, ora possiamo dire di aver raggiunto la saggezza e forse la serenità.
Per raccontare così al prossimo ( ... gli altri alberi ) la nostra vita, < la vita d'un uomo >.
Splendida/mente.
Siddharta

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