***di Loretta ZOPPI***
***
Un dì , se avrà coraggio
la sua casa lascerà
e un vasto raggio
della sua vita esplorerà.
Nuoterà sui monti
camminerà sul mare
infilerà perle con la spada
e…se la nebbia dirada
il Grande Vecchio vedrà
“ Rispondi , oh Saggio
a questa tua figlia:
chi veste la sposa
e chi la spoglia?
Chi vuole la doglia
che vita reclama
e chi dalla casa scaccia
per quella spiaggia
che non lascia impronta?
Ecco son pronta.
A te la spiegazione”
*
“Nitida è l’ombra sotto il solleone.
*
Seccava crisantemi il suo diario
E il talamo nuziale divenne il suo sudario.
*
Lavava Margherita nell’altrui tinozza
E cadde nella pozza dell’ingenuità.
*
Perse Cenerentola entrambe le scarpette
Nessun principe la cercherà.”
**********************************
EPITTETO:
Nell'antichità greco-ellenica i ciechi e i fuori di senno erano assai ricercati e ascoltati perchè ritenuti i primi dotati di facoltà predittive aumentate a compenso della vista persa, e i secondi perchè abitati dal dio.
Naturalmente i suddetti furbacchioni davano oracoli ambivalenti, cioè interpretabili a doppio senso, e ciò per non sbagliare la mira e darsi se del caso una via di fuga e scampo.
Oggi le cose sono cambiate, ma di poco.
Si parla del < Grande Vecchio > che manovra la politica finanziaria del mondo, e di altre leve a scapito del popolo bue.
Naturalmente una leggenda metropolitana che fa aggio sulla credulità della gente.
Poi ci sono i maghi, le fattucchiere, i veggenti, ecc., tutti a spremere le tasche dei minchioni.
La povera Cenerentola dell'oggi che può fare?
I grandi perchè irrisolti la sovrastano, intimoriscono, addolorano.
Ecco allora che domanda al vecchio saggio quale la via di fuga e salvezza.
Dall'Oriente all'Occidente i santoni, i mistici, gli sciamani e tanti altri si profondono in risposte le più diverse, ma tutte impraticabili.
Chi la vuol cotta e chi la vuol cruda, con un fondo di narcisismo presuntuoso.
La povera Cenerentola alla fine deve arrendersi: il saggio che indichi la via non esiste, tutti noi siamo condannati al sopruso, alla violenza, all'afflizione, alla nullità.
Uomini e bestie accomunati dal medesimo destino crudele, fino alla liberazione con sora Morte ed il ritorno definitivo alla Natura che ci ha partorito.
La lirica in lettura è stilisticamente e contenutisticamente spigolosa e per taluni tratti letterari aberrante, conchiudendo alla fine col sapore amaro del salvifico brocardo giuridico < ad impossibilia nemo tenetur >.
Testo intelligente, non c'è che dire.
Siddharta
EPITTETO:
Nell'antichità greco-ellenica i ciechi e i fuori di senno erano assai ricercati e ascoltati perchè ritenuti i primi dotati di facoltà predittive aumentate a compenso della vista persa, e i secondi perchè abitati dal dio.
Naturalmente i suddetti furbacchioni davano oracoli ambivalenti, cioè interpretabili a doppio senso, e ciò per non sbagliare la mira e darsi se del caso una via di fuga e scampo.
Oggi le cose sono cambiate, ma di poco.
Si parla del < Grande Vecchio > che manovra la politica finanziaria del mondo, e di altre leve a scapito del popolo bue.
Naturalmente una leggenda metropolitana che fa aggio sulla credulità della gente.
Poi ci sono i maghi, le fattucchiere, i veggenti, ecc., tutti a spremere le tasche dei minchioni.
La povera Cenerentola dell'oggi che può fare?
I grandi perchè irrisolti la sovrastano, intimoriscono, addolorano.
Ecco allora che domanda al vecchio saggio quale la via di fuga e salvezza.
Dall'Oriente all'Occidente i santoni, i mistici, gli sciamani e tanti altri si profondono in risposte le più diverse, ma tutte impraticabili.
Chi la vuol cotta e chi la vuol cruda, con un fondo di narcisismo presuntuoso.
La povera Cenerentola alla fine deve arrendersi: il saggio che indichi la via non esiste, tutti noi siamo condannati al sopruso, alla violenza, all'afflizione, alla nullità.
Uomini e bestie accomunati dal medesimo destino crudele, fino alla liberazione con sora Morte ed il ritorno definitivo alla Natura che ci ha partorito.
La lirica in lettura è stilisticamente e contenutisticamente spigolosa e per taluni tratti letterari aberrante, conchiudendo alla fine col sapore amaro del salvifico brocardo giuridico < ad impossibilia nemo tenetur >.
Testo intelligente, non c'è che dire.
Siddharta
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