venerdì 30 settembre 2016

CONTEMPLAZIONE
***di Luciano TESTAI***
***
In solitudine….
in riva al mare
osservo una vela lontana
che si smaterializza
fra l’azzurro
del cielo
e del mare spinta
da lieve brezza
come un sogno
che cerca nel Creato
la giustificazione
dell’esistenza.
***
Il giorno che muore
lascia l’aria
macchiata
dal fuoco del sole
e spinge l’anima
verso l’infinito.

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EPITTETO:
Il mare, la solitudine, l'infinito.
Un classico certo, che però non smette mai di stupire.
Il cielo, l'acqua, il deserto: tre spazi nei quali lo spirito assorto pare annegare e annullarsi.
Perchè l'uomo è insieme finitezza e immensità, spirito e natura.
Giustamente il Poeta quivi si trova a suo agio, in un tramonto infocato.
Dove la Musa supera i confini angusti del materiale per proiettarsi nell'eterno.
Momenti di assoluta libertà interiore, questi dell'incanto di un orizzonte che sfuma i confini di cielo e terra sciogliendoli nel mare quieto e scintillante tra i bagliori del tramonto.
Quando le nostre emozioni paiono trovare le fondamenta della Verità, a compensazione di un'esistenza altrove matrigna e sofferta.
La forma certo forse non è per palati fini, ma il messaggio è accattivante e potente tra sogno e realtà.
Momenti magici del Poeta, quando non più uomo comune.

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