sabato 11 novembre 2017

Senza titolo

Di la' del pino
infinite distese
s' inseguono
terre ammantate
ai piedi del monte
colorano il giorno
che scivola inetto
sul tempo
tace Mokarta
mentre il vento
accarezza la vigna
e gli ulivi
e i limoni verdastri
che pendono
di la' del pino
tra foglie tremanti
scruto l' immenso
che in questo mattino
d' agosto
m' avvolge
ah ! se la vita
fosse
la bellezza che vedo
poca cosa
sarebbero
gli inverni spietati
dell' anima .
- NINO BARONE -
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Commento di Epitteto Eubulide:
La punteggiatura: chissà se un giorno si commuoverà, autosopprimendosi del tutto in poesia.
Per taluni un vero obbrobrio che interrompe il fluire del verso.
Poi c'è < Mokarta > che imperiosamente spinge l'inculturato a correre su Wikipedia per accertamenti conoscitivi.
Le spaziature allargate fanno pensare ad una tastiera p.c. di nuovo conio.
Al solito la natura con le sue bellezze territoriali è una potente fonte d'ispirazione per il Poeta.
A compensare e lenire le ferite dell'anima.
E qui, in lettura, compare in tutta la sua potenza invasiva agli occhi estasiati del poeta.
Una terra baciata dal dio, quella di Segesta e Selinunte, la cui luna piena appare come una lampada accesa incastonata nel cielo notturno.
La lirica si gioca tutta negli ultimi due versi, dove per contrappasso s'evidenzia tutta la forza meditativa dell'Autore.
Molto bene, Epitteto.
IL TEMPO SIAMO

Ed io vivo
nel ritmo della lontananza
adorna di perle d' acqua
e fra i ricordi
che uccidono i sogni .
Attendo che il vento
tra i miei rami soffi ,
da fogli aride
mi spogli
e sia canto , colore .
il mare cerco ,
brezze lontane ,
visibili spazi ,
e l' erba di smarriti prati .
L' anima
nel bosco della luce ,
attende oltre il sentiero
dei serpenti ,
ma noi il tempo
siamo del fuoco .

Maria Teresa Liuzzo ( da : " Autopsia d' immagine " )
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Commento di Epitteto:
Un uso esagerato di figure retoriche in luogo del discorso diretto chiaro e immediato.
Il che tiene in sospeso le ragioni del messaggio, che alla fine resta di difficile interpretazione.
In sostanza cosa ha voluto sottolineare l'Autrice?
Forse un certo stato di insoddisfazione psicofisica, comune comunque ad ogni latitudine.
Il tutto in un fumoso dire tipico di chi si sforza di essere profondo, ma in debito di chiarezza.
In sostanza una bella arrampicata metaforica, con nel titolo campeggiante la tipica anastrofe della parlata meridionale.
Siddharta

giovedì 9 novembre 2017

Sublime assenza
di Enza / Provvidenza Picone

E se un dì dovessi perire,
non ti scordar di me.
Che t'ebbi a palesar
tutto il mio amore.
Come il prossimo tuo
t'ebbi ad amare
e come un fiore in boccio
respirai di te.
Sublime essenza.
P.P.
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Commento di Epitteto:
Ahe'! Mica bau bau, micio micio.
Qui c'è tutto l'armamentario di un amore alla follia.
Non è chi non veda una certa esagerazione.
Una lirica tutta di testa, allora?
Non è detto.
Sia nei maschi che nelle femmine l'esasperazione amorosa tende oltre che a sublimare il soggetto amato, anche ad introiettarlo materialmente.
Si ama tutto di lui/lei: l'odore della pelle, la voce, la mimica, i gesti, le gambe, i piedi, il tronco, il cuore, il fegato, la postura, ecc.
In una sorta di desiderio antropofago.
Fino a passarsi il cibo di bocca in bocca.
Donde viene giustificato il verso <... e come un fiore in boccio/ respirai di te >.
Parola di strizzacervelli.
La forma?
Semplice, essenziale, diretta, piacevole.
SIDDHARTA
COMUNICATO UFFICIALE
di Epitteto
Dunque Rosalinda ha pubblicamente dichiarato il suo amore virtuale per Epitteto.
Di conseguenza entra a far parte di diritto del < Cerchio Magico di Epitteto ( CME ) >.
Un gruppo letterario esclusivamente femminile del tutto fittizio e fantasioso, gratuito, senza Admin e mai costituito.
Per l'ammissione necessita solamente la dichiarazione pubblica di innamoramento virtuale per il fondatore.
Conto sulla ressa d'ingresso...
Font: Siddharta

martedì 7 novembre 2017


MAI
di Enza Picone

Non ci incontreremo mai
nello sfolgorìo della notte
nei meandri di un oscuro giorno
sulle rive di un prosciugato fiume.
Rimarrò in piedi
non potendo sedere al tuo fianco.
Ed io mi scalderò
davanti al fuoco
di un caminetto spento.
E abbracciando la solitudine
vedrò te.
Non incontrandoti mai.

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Commento di Epitteto:
L'innamoramento vanta di questi aneliti.
Ancor più quando si trasforma in infatuazione.
Cioè quello stato di grazia interiore che poggia su un intenso bisogno di affetto, sotto la guida di un Maestro-amante presente o lontano.
Per affrontare un nuovo periodo di vita che riconduca all'accettazione di se stessi.
Illusioni e speranze adombrate da uno stato depressivo sentimentale.
Una situazione d'amore euforico che sovente sfocia in solitudine e delusione.
Un modo di vedere e vivere l'altro come si vorrebbe e non come veramente si pone.
Parola di strizzacervelli.
Ed ora la forma o estetica: semplice, fluente, gradevole.
Senza inutili melodrammi retorici.
La compostezza e il senso di abbandono evidenziati richiamano alla mente le Rime di Gaspara Stampa, innamorata folle del suo Collaltino, sempre lontano per fatti d'arme.
Un sentimento disperato, in trepida inutile attesa.
Bravissima, Epitteto
La storia rivista e corretta
di Epitteto

Anticamente il maschio ateniese era un superuomo.
Oltre alla moglie, manteneva in casa anche una fantesca per i suoi minuti piaceri.
Poi con la scusa di struirli, si inchiappettava i bei fanciulli imberbi.
Poi per non farsi mancare niente frequentava i bordelli della città.
E all'occasione se la faceva anche con dee e ninfe, generando mostri.
Ma c'erano anche uomini virtuosi.
Socrate dormì una notte intera col giovane e bello Alcibiade senza toccarlo.
E quest'ultimo ci rimase male , lui che contava sul suo sex-appeal.
Ma la storia non ci racconta che Socrate era ormai vecchio e bolso, e non gli tirava più...

lunedì 6 novembre 2017

Arte contemporanea
di Epitteto

Dai, non buttiamo tutto nel camino.
Il futuro sarà certamente migliore del presente e del passato.
Il concetto artistico dell' uomo bolscevico non era certo quello dell'Ottocento.
Gli è che gli aforismi dicono tutto e il contrario di tutto.
Ad esempio il mio concetto di arte sicuramente non è uguale a quello degli altri.
Picasso sosteneva < A quattro anni dipingevo come Raffaello, ma ho speso una vita per imparare a dipingere come un bambino >.
Per me ad esempio l'alta tecnologia dell'oggi è una forma d'arte purissima che mi emoziona.
Artisti i maestri di bella scrittura di un tempo che fu, ma la tastiera del computer mi commuove di più per i miracoli che riesce a fare.