lunedì 6 novembre 2017

Giuseppe Picchi e il "picco pipe"
(a cura di Valter Biella - ultimo aggiornamento agosto 2016)

Giuseppe Picchi, suonatore di "flautino a tre buchi", nel mondo popolare rappresenta la figura di una meteora che ha attraversato la metà del 1800, lasciando tracce indelebili del suo passaggio, ma anche misteri sulla sua persona e sul suo strumento. Alla sua scomparsa gli organologi, per la maggior parte inglesi perchè nel 1856, in Inghilterra, il Picchi riscosse ampi consensi, si sono sforzati di dare completezza a quanto conoscevano, costruendo però falsi miti, biografie incomplete e, soprattutto, inesatte ricostruzioni dello strumento del Picchi.
Gli hanno attribuito errate origini sarde, per gli inglesi era infatti "il menestrello sardo". Hanno sbagliato sul nome, che da Picchi è diventato Picco, e per ultimo hanno "praticamente creato" da zero il picco-pipe, chiamandolo anche zufolo, basandosi unicamente su ricostruzioni effettuate da artigiani inglesi apparse sul mercato dal 1860 in poi, e senza verificare se tale strumento, con questa forma, sia esistito realmente in Italia.
( Per saperne di più andate su Google, ne vale la pena )

Il "picco pipe" secondo la ricostruzione fatta in Inghilterra.

domenica 5 novembre 2017

La leggenda dei due lupi
di Epitteto Eubulide

L'amico Marco Lanternino di Fb così oggi mi messaggia:
< Esistono due lupi in ognuno di noi, uno è cattivo e vive di odio e gelosia, invidia, risentimento, falso orgoglio,
bugie, egoismo.
L'altro è il lupo buono che vive di pace, amore, speranza, compassione, umiltà e fede.
E quale lupo vincerà?
Quello che nutri di più >.

*************
N.B.: in realtà si tratta di una leggenda cheroke, che potrete trovare ben descritta e commentata su Google.
Chissà perchè l'amico Marco me l'ha postata privatamente, anzichè su queste pagine pubbliche.

sabato 4 novembre 2017

La follia
di Epitteto

Gli oracolisti ellenici greco-romani erano dei pazzi che vaticinavano a vanvera.
All'epoca la follia era considerata con rispetto perchè ritenuta emanazione della divinità.
Si diceva che l'indovino tebano Tiresia dovesse alla cecità le sue facoltà predittive: la mancata vista cioè andava a potenziare la capacità divinatoria, a compensazione.
La questione ebbe a trascinarsi via via nel cristianesimo, fino ai giorni nostri.
Caterina da Siena, la Pulzella, Teresa d'Avila, ecc., financo l'odierna polacca Faustina Kowalska hanno visto santificata la loro paranoia in luogo dell'internamento in manicomio.
Oggi le aberrazioni mentali deliranti vengono curate clinicamente.
Parola di strizzacervelli.
La mia preghiera
di Epitteto

Le preghiere religiose di tutto il mondo, ancorchè all'unisono, non servono a sfamare un solo pezzente.
Contro la miseria occorrono aiuti concreti ed immediati di ciascuno di noi, oltre che delle organizzazioni sociali e statuali.
Ieri di buon mattino un nero, carico delle poche cose da rivendere, ha bussato alla mia porta per un obolo in denaro.
La mia adorata Santippe lo ha scacciato in malo modo con parolacce ed ira profonda, frutto di odio razziale.
Lei che va in Chiesa tutte le domeniche, che all'occasione ascolta il Papa con la benedizione, che fa l'elemosina rituale a Messa, che recita le preghiere.
Mi ci è voluta più di un'ora, durante il pranzo, per spiegarle che i neri sono come noi, che abbiamo eguale provenienza territoriale, che mangiano anche loro come noi, che scopano come noi, che ormai andremo verso il meticciato, ecc.
Che dobbiamo aiutarli senza voltarci da un'altra parte, nel limite delle nostre possibilità.
Che l'immigrato in questione aveva dato evidenti segni di nervosismo e che lei se l'era scampata bella.
Ha promesso che non lo farà più, ma io sento che sono promesse da marinaio.
Intanto tengo a sottolinere ai lettori un fatto strano: tutte le volte che ho donato con generosità, sono stato ricompensato per vie traverse ampiamente, molto più di quanto ho dato.
Sarà un caso? Ma perchè ripetutamente?
Comunque io prego così.

venerdì 3 novembre 2017

I cortigiani
di Epitteto Eubulide

Leggo sovente poesie di questo o quell'Autore, restando esterrefatto ai commenti cortigiani del corteo dei lettori che vi s'accodano con lodi sperticate.
Assai gratificanti per il poeta di turno che s'affretta in calce a ringraziare mielosamente ciascheduno.
Io miserello tento anch'io una critica costruttiva al testo, talora espungendo, correggendo, con giudizi obiettivi incuranti della sensibilità del responsabile dello sconcio letterario.
E mai che l'interessato mi ringrazi per l'aiuto concreto a migliorarsi.
Un silenzio di tomba, come non avessi mai scritto.
Il narcisismo è una brutta bestia, si finisce sempre per annegarvicisi dentro...

mercoledì 1 novembre 2017

Commemorazione dei defunti
di Epitteto

La vita eterna con la resurrezione dei corpi, la grande scommessa giudaico-cristiana, che ha fatto piazza pulita della concezione a termine con la morte propria della civiltà ellenistico-romana.
Il tutto sostenuto con le armi e la violenza sui popoli.
No, non c'è niente oltre.
Solo qui in natura la semplice trasformazione dei corpi in altra materialità: questa sì una sicurezza scientifica di vita eterna nell'Universo.
Normalità
di Epitteto
Una cara Amica di Fb mi ha recentemente rimproverato perchè ho affibbiato la parola < psicopatica > ad una gentile corrispondente della Rete, la quale incacchiata mi ha lasciato malamente.
Vorrei precisare che il fatto ( cioè l'epiteto ) non è censurabile.
E' notorio fra gli psichiatri che non esiste un soggetto umano perfettamente regolato.
Le misure fisiche ideali dell'Uomo vitruviano leonardesco sono ancora da individuare nei sette miliardi e mezzo di abitanti della Terra.
Figuriamoci l'equilibrio psichico dei medesimi...
Tutti noi, nessuno escluso, può vantare perennemente un sistema nervoso e mentale armonioso e perfetto.
Eccoci allora sbilanciati rispetto alla mens sana in corpore sano di scolastica memoria.
Psichiatri e strizzacervelli, quindi, tutti al lavoro, nella vana aspettativa di rimediare agli scompensi della natura.
Carissima Amica fb, siamo tutti alterati, spesso sfociando in episodi psicotici.