giovedì 11 ottobre 2018

Conosci te stesso ( γνῶθι σαυτόν )
di Epitteto

Una mia giovane conoscente ha piantato teatro e burattini e se ne è andata in solitaria in giro per il mondo con zaino e scarponcini.
Per otto mesi.
Adesso è tornata per curarsi in Italia un'infezione renale procuratasi chissà dove.
Era partita alla scoperta in solitudine e faticacce per calmare il suo io inquieto e curioso di risposte definitive.
Va da sè che, a parte il piacere e il pericolo del viaggio, non ha scoperto un bel niente.
Perchè per interrogarsi non serve girovagare senza meta.
Noi stessi siamo la fotocopia esatta dell'umanità intera e già gli antichi predicavano il motto < conosci te stesso >, e comprenderai il finito e l'infinito.
Quindi la perfetta felicità la si può trovare anche sprofondati in una poltrona, nel silenzio della meditazione.
O in un angolo con un libro.
O accontentandosi del poco.
Teresina di Lisieux cadeva in estasi mentre spadellava in cucina del convento.
L'attivismo frenetico non conduce alla felicità interiore.
Così è se mi piace.
Hal

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