A PIEDI NUDI
di Francesco ESPOSITO
Ancora con gli occhi,
mezzi chiusi dal sonno,
immagino di aprire la porta,
a piedi nudi;
di corsa lanciarmi ,
sui verdi prati,
coperti dalla brina,
di un mattino,
d'inizio primavera.
***
Felice di sentir,
sotto i miei piedi,
tutto il vigor di questa vita,
nata come per magia;
è la mia immaginazione
che mi fa volar lontano,
in questa stagione bella,
foriera di vita e di colori;
sogno dominare grandi onde,
su una tavola di legno,
per sentirmi solo,
padrone dell'immensità.
di Francesco ESPOSITO
Ancora con gli occhi,
mezzi chiusi dal sonno,
immagino di aprire la porta,
a piedi nudi;
di corsa lanciarmi ,
sui verdi prati,
coperti dalla brina,
di un mattino,
d'inizio primavera.
***
Felice di sentir,
sotto i miei piedi,
tutto il vigor di questa vita,
nata come per magia;
è la mia immaginazione
che mi fa volar lontano,
in questa stagione bella,
foriera di vita e di colori;
sogno dominare grandi onde,
su una tavola di legno,
per sentirmi solo,
padrone dell'immensità.
************************
Commento di Epitteto:
Quando in meditazione, stranamente talora si entra nella sensazione magica di far parte dell'immenso e dell'incommensurabile.
E questo anche in improvvisi rapimenti occasionali.
Perchè, a pensarci bene, noi siam parte integrante dell'immenso, anzi noi stessi siamo l'immenso.
Appoggiandoci all'intuizione di Lavoiser per cui nulla si distrugge e tutto si trasforma, noi umani non siam altro che riedizioni fisiche del passato e non moriremo mai del tutto.
Siamo cioè eterni sotto altra specie e forma.
Padroni dell'immensità, dice l' Autore con felice intuizione.
Molto bravo, il nostro Francesco.
Per la chiarezza espositiva del suo sogno immaginario ed ancor più per la semplicità coinvolgente del suo pensiero poetico moderno ed intuitivo.
Epitteto
Commento di Epitteto:
Quando in meditazione, stranamente talora si entra nella sensazione magica di far parte dell'immenso e dell'incommensurabile.
E questo anche in improvvisi rapimenti occasionali.
Perchè, a pensarci bene, noi siam parte integrante dell'immenso, anzi noi stessi siamo l'immenso.
Appoggiandoci all'intuizione di Lavoiser per cui nulla si distrugge e tutto si trasforma, noi umani non siam altro che riedizioni fisiche del passato e non moriremo mai del tutto.
Siamo cioè eterni sotto altra specie e forma.
Padroni dell'immensità, dice l' Autore con felice intuizione.
Molto bravo, il nostro Francesco.
Per la chiarezza espositiva del suo sogno immaginario ed ancor più per la semplicità coinvolgente del suo pensiero poetico moderno ed intuitivo.
Epitteto
Nessun commento:
Posta un commento