FRA LE RIGHE
di Rita Iacomino
È in una sera d’autunno
che l’inquietudine penetra in me
e alberga in una casa abbandonata.
di Rita Iacomino
È in una sera d’autunno
che l’inquietudine penetra in me
e alberga in una casa abbandonata.
Noleggio un sogno per ritornare
agli anni indietro,
dove la fantasia era un potente volo
Come pioggia incontrollata rubo parole
da conchiglie antiche e appare in solitudine
…il non detto
…il non visto
e tutto quello che rimane fra le righe.
E mi abbandono all’ombra smisurata
di uno spazio senza fine.
********************************
EPITTETO:
L'autunno galeotto...
La stagione, dopo il trionfo estivo, induce a malinconiche valutazioni esistenziali in attesa del duro inverno.
Il testo in lettura narra di un'intensa drammatica realtà, quella della fragilità del vivere.
Quando un senso di incompiutezza si impadronisce dell'io come una casa abbandonata e i ricordi rivanno al passato tentando un'inutile sommatoria del fatto e non fatto.
Perchè l'omesso ( il non detto, il non visto ) pare sovrastare ogni possibile operosità, facendoci sentire alquanto inadeguati.
E questo spazio inabitato s'offre smisurato alla memoria dell'umano.
Il Poeta ha di questi smarrimenti in forza di una sensibilità propria degli ispirati dalla Musa.
Questa in lettura è una proposta di intensa emotività, rafforzata da un editing che pare rompere in modo controllato con le consuetudini formali.
Ormai la nostra Rita per potenza linguistica e di messaggio figura nel parterre di pregio della poesia dell'oggi.
Ottima/mente, Epitteto.
agli anni indietro,
dove la fantasia era un potente volo
Come pioggia incontrollata rubo parole
da conchiglie antiche e appare in solitudine
…il non detto
…il non visto
e tutto quello che rimane fra le righe.
E mi abbandono all’ombra smisurata
di uno spazio senza fine.
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EPITTETO:
L'autunno galeotto...
La stagione, dopo il trionfo estivo, induce a malinconiche valutazioni esistenziali in attesa del duro inverno.
Il testo in lettura narra di un'intensa drammatica realtà, quella della fragilità del vivere.
Quando un senso di incompiutezza si impadronisce dell'io come una casa abbandonata e i ricordi rivanno al passato tentando un'inutile sommatoria del fatto e non fatto.
Perchè l'omesso ( il non detto, il non visto ) pare sovrastare ogni possibile operosità, facendoci sentire alquanto inadeguati.
E questo spazio inabitato s'offre smisurato alla memoria dell'umano.
Il Poeta ha di questi smarrimenti in forza di una sensibilità propria degli ispirati dalla Musa.
Questa in lettura è una proposta di intensa emotività, rafforzata da un editing che pare rompere in modo controllato con le consuetudini formali.
Ormai la nostra Rita per potenza linguistica e di messaggio figura nel parterre di pregio della poesia dell'oggi.
Ottima/mente, Epitteto.
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