lunedì 4 luglio 2016

La forza del pensiero... lectio magistralis
di Giacomo Colosio.

Quando la forza agisce in una determinata direzione, o meglio verso, spostando una massa, allora produce lavoro. Il lavoro è una forma reale dell'energia, e si misura proprio in Joule, così come si misurano tutte le energie, anche quelle chimiche.
Ma a parte questo, ininfluente nel ragionamento che mi prefiggo, vogliamo dire che anche la forza di pensiero produce, o meglio consuma, energia?
E se così fosse, in quale modo ci sarebbero questi scambi di energia tra il nostro cervello e l'ambiente esterno se non c'è scambio di materia e quindi nessun movimento di massa? A meno che si ipotizzi che il pensiero vaga nell'etere e si porta con se materia sotto forma di particelle reali, in che modo potrebbe succhiare energia dal nostro corpo?
Proviamo a pensare agli odori...non è sorprendente che si percepiscono gradevoli aromi anche in assenza di trasporto di particelle, come nel caso dei fiori?...questo è ancora un mistero.
Supponiamo di stare seduti immobili su una sedia e poniamo di leggere alcune poesie e racconti del nostro sito. Ci chiediamo: stiamo consumando energia mediante la forza del nostro pensiero oppure, visto che il corpo non si muove, non subiremo alcun calo di Joule, o Calorie che dir si voglia?
E' possibile che se leggiamo alcuni racconti di Colosio Giacomo per esempio, dopo un po' ci venga fame, oppure sentiamo stanchezza, o anche spossatezza fisica?
La fame sì, quella potrebbe essere dovuta allo stimolo prodotto da alcuni racconti vagamente erotici, tuttavia quella è una fame particolare, non quella classica.
La stanchezza di sicuro: troppa carne al fuoco, si stancherebbe pure un asceta di meditare su certe elucubrazioni cervellotiche.
Per quanto riguarda la spossatezza fisica invece abbiamo quasi la prova; me l'ha fornita mia moglie con questa frase:
« Mino, quando leggo i tuoi aforismi chilometrici mi sento più stanca di quando mi fai vangare l'orto oppure quando cucino per dieci persone »
Quindi è dimostrato che la forza di pensiero consuma energia.
Io sto studiando il fenomeno ed avrei bisogno di alcune modelle che si offrano come cavia. Il loro compito è quello di leggere le mie lectio magistralis otto ore al giorno, senza mangiare, e constatare che calo di peso hanno avuto. Avrei anche bisogno di mettere in memoria le loro misure, che farei sia il mattino che la sera, finito l'esperimento: seno, vale a dire circonferenza e turgore al tatto, natiche (idem, misura e turgore ma anche esame della morbidezza della pelle) e circonferenza del giro vita con analisi visiva e tattile della piattezza del ventre.
Per concludere la lectio magistralis sulla forza di pensiero vi informo che sono già stati fatti esperimenti simili, non con modelle ma modelli: giocatori di scacchi di livello Internazionale.
Si è appurato che restare fermi a pensare alle mosse per otto ore in un torneo di campioni, produce un consumo di calorie, quindi energia( c'è un numero che rende equivalenti il Joule con la Caloria) pari a quello di una partita di tennis combattuta per ben quattro ore.
Che forza questa Forza di Pensiero.
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Epitteto Eubulide:
Mah, credo che a pensare si mettano in moto neuroni e sinapsi in quantità, il che necessita di energia per il meccanismo biologico.
Comunque al riguardo lo scienziato Edoardo Boncineli potrebbe essere utile al riguardo.
Il racconto tuttavia ha una sua valenza intrinseca per i risvolti inquietanti, di certo con riguardo all'encefalogramma piatto della stragrande umanità.
Il torneo di scacchi: chissà che le energie consumate riguardino lo stress, il sudore, il movimento del corpo in genere, ecc.
La curiosità scientifica per l'imponderabile qui si accompagna ai misuratori del peso dell'anima di un tempo passato...
Il pezzo in lettura per me ha soprattutto un rilievo provocatorio più che tecnico.
Molto bene, Euripide.

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