giovedì 4 ottobre 2018


La prima crociata dei cristiani contro i cristiani
di Epitteto

I cataro-albigesi furono una setta eretica cristiana del sud della Francia intorno al 1100/1250 d.C.
Sterminati dalla Chiesa di Roma tra violenze indicibili.
Tra l'altro, secondo la loro dottrina, si doveva rinunciare persino al coito: il sesso di coppia era considerato tanto malefico che perfino il matrimonio era da ritenersi peccaminoso, poichè conduceva ad aumentare il numero degli schiavi di Satana.
Rifiuto quindi del matrimonio e del conseguente atto sessuale perchè responsabili della nascita umana prigione dello spirito.
In compenso era consentito ai fedeli una vita < scostumata > purchè non si sposassero.
Niente niente che anche i ministri di quel culto fossero tutti dei culattoni...?
Ireneo

mercoledì 3 ottobre 2018


1898-1918: il ventennio in cui l'Europa dominò la scena mondiale
di Epitteto

Ci fu un tempo in cui l’Europa era il centro del mondo, in ogni campo del sapere e dell’agire.
Ciò accadeva cento anni fa.
Fra il 1898 e il 1918, le potenze imperiali europee esercitavano un’egemonia planetaria. Dei circa 150 milioni di chilometri quadrati delle terre emerse, gli imperi europei possedevano il 35 per cento nel 1800, quasi l’85 per cento nel 1914.
Durante quei venti anni l’esistenza dei popoli nel mondo fu condizionata, influenzata, favorita o stravolta dalla supremazia militare, politica, economica, culturale dell'Europa imperiale.
La supremazia mondiale dell’Europa fu conseguenza della modernizzazione industriale nella produzione, nella potenza armata, nell’accumulazione di capitali e nel loro investimento ovunque sul pianeta. E fu conseguenza anche della modernità politica, cioè lo Stato nazionale e laico, l’autorità centrale, la razionalità burocratica, l’organizzazione della libera ricerca, l’istruzione pubblica, la trasformazione delle masse dei governati in cittadini liberi, con diritti e doveri, partecipanti alla scelta dei governanti.
Le potenze europee condividevano la convinzionee della loro superiorità di razza nei confronti delle razze inferiori, che popolavano gli altri continenti. L’imperialismo, il razzismo, lo sfruttamento delle popolazioni asservite, persino il genocidio, furono componenti della mondialità europea: ma lo furono, allo stesso modo, il pensiero critico, la libertà di ricerca, la scienza sperimentale, la laicità della cultura e della politica, l’inventiva tecnologica, la modernizzazione, il capitalismo, l’autonomia dell’individuo, i diritti del cittadino, la sovranità del popolo, lo Stato nazionale, il governo parlamentare, il liberalismo, la democrazia, il socialismo, il comunismo, i partiti, i sindacati, l’emancipazione femminile, la protezione dell’infanzia, la difesa della salute, la tutela degli anziani, l’allungamento della vita umana. L’Europa mondiale fece tutto il bene e tutto il male di cui può rivelarsi capace l’essere umano. 
La stagione dell’Europa mondiale fu breve, il ventennio appunto.

( font: Emilio Gentile, per estratto in Sole 24Ore )

Forse non tutti sanno
di Epitteto

Forse non tutti lo sanno, ma vi è un evento, un fatto della vita di Indro Montanelli non conosciuto a tutti e soprattutto poco pubblicizzato, anche dai media. Una notizia piuttosto imbarazzante per la sua vita e per lui in quanto giornalista.
L’acquisto di una moglie
Indro Montanelli comprò una moglie dell’età di 12 anni durante il periodo del colonialismo fascista in Abissinia. Correva l’anno 1936 e sul giornale Civiltà Fascista, il popolare giornalista Indro Montanelli scriveva: “non si sarà mai dei dominatori, se non avremo la coscienza esatta di una nostra fatale superiorità. Coi negri non si fraternizza. Non si può, non si deve. Almeno finché non si sia data loro una civiltà“.
L’intervista a Enzo Biagi
In una intervita rilasciata a un altro grande giornalista, ovvero Enzo Biagi, Montanelli parla di questa moglie 12enne, dicendo: “aveva dodici anni, ma non mi prendere per un Girolimoni, a dodici anni quelle li’ erano gia’ donne. L’avevo comprata a Saganeiti assieme a un cavallo e un fucile, tutto a 500 lire.
( Font: Notizie Lifestyle )

martedì 2 ottobre 2018

La conquista dell'America: Haiti
di Epitteto

La denuncia di Bartolomeo de Las Casas ( 1484-1566 ) contro le atrocità dei colonizzatori

La sete dell’oro degli spagnoli e l’asservimento degli indios determinò rivolte, massacri e crudeltà indescrivibili, che il frate domenicano spagnolo Bartolomeo de Las Casas, in seguito vescovo, denunciò apertamente e coraggiosamente nel suo paese, attirandosi l’odio, il rancore e le repliche ideologiche di molti suoi compaesani.
L’isola Spagnola [Hispaniola, piú nota come Haiti] fu la prima [_] dove entrarono cristiani dando principio alle immense stragi e distruzioni di queste genti
Leggiamo:
"" I cristiani, con i loro cavalli, spade e lance, cominciarono a fare crudeli stragi tra quelli. Entravano nelle terre, e non lasciavano né fanciulli né vecchi né donne gravide né di parto, che non le sventrassero e lacerassero come se assaltassero tanti agnelletti nelle loro mandrie. Di solito uccidevano i signori e la nobiltà in questo modo: facevano alcune graticole di legni sopra forchette e ve li legavano sopra, e sotto vi mettevano fuoco lento, onde, a poco a poco, dando strida disperate in quei tormenti, mandavano fuori l’anima.
Io vidi una volta che, essendo sopra le graticole quattro o cinque signori ad abbruciarsi (e penso che vi fossero due o tre paia di graticole dove abbruciavano altri), e, perché gridavano fortemente e davano fastidio o impedivano il sonno al capitano, questi comandò che li strangolassero, ma il bargello che li abbruciava, il quale era peggiore che un boia (e so come si chiamava, e conobbi anco i suoi parenti in Siviglia), non volle soffocarli; anzi, con le sue mani pose loro alcuni legni nella bocca perché non si facessero sentire, e attizzò il fuoco finché si arrostirono pian piano com’egli voleva. Io vidi tutte le cose sopradette e altre infinite. Dopo finite le guerre e con esse le uccisioni, divisero fra di loro tutti gli uomini, compresi i giovanetti, le donne e i fanciulli, dandone ad uno trenta, ad un altro quaranta, ad un altro cento e duecento; secondo che ciascuno era in grazia al tiranno maggiore che chiamavano governatore. E cosí, avendoli spartiti, li davano a ciascun cristiano sotto il pretesto che dovesse ammaestrarli nella fede cattolica. E pur essendo tutti comunemente rozzi e crudeli, avarissimi e viziosi, li facevano parrocchiani dell’anima [cioè responsabili dell’educazione cristiana degli indios a loro assegnati] "".

( Fonte: Da: Bartolomeo de Las Casas, Istoria o Brevissima Relazione della Distruttione dell’Indie Occidentali di Mons. Reverendissimo Don Bartolomeo dalle Case, sivigliano dell’Ordine dei Predicatori, Venezia, 1643 ).

Cari Amici, leggete e inorridite: così si cristianizzava nelle Americhe.
Erasmo
Il principio di predestinazione
di Epitteto

Secondo i luterani e i calvinisti, gli uomini sono soggetti al principio di predestinazione.
Cioè Dio avrebbe assegnato a ciascun uomo il proprio destino ancor prima di nascere.
Di conseguenza in morte ognuno sarebbe già predestinato o al Paradiso o all'Inferno.
Quindi egual sorte anche in Terra: o vivere beatamente o soffrire come un dannato, in attesa del premio o castigo correlati in Cielo.
Ecco perchè i nordici d'Oltralpe lavorano come dannati per assicurarsi la beatitudine eterna.
I ricchi quindi avrebbero la benevolenza divina, e dei poveri chissenefrega, hanno quel che si meritano.
La questione è grave.
Perchè da noi abbiamo una mezza Italia di disoccupati pelandroni e sottoccupati infingardi, tutti destinati all'Inferno.
Il reddito di cittadinanza non serve a niente se non si sgobba come matti!
Capito, neh...
Polipèmone

lunedì 1 ottobre 2018

‘O CAMMINO ‘E CHESTA VITA
***di Carmine BARRETTA***
***
Nascimmo cu ‘n’incarico importante:
chillo ‘e purtà annante chesta vita.
Tutte ecuale, ognuno comme a ttante…
Scise ‘nterra pe se jucà ‘a partita.

Mamma e Papà tujo te vonno bene:
te ‘mparano crianza e educazziona.
Ma ‘o ‘mpasto nun sanno comme vene…
E ssi tu hê ‘mparato ‘a lezziona!
Criscenno, te furme ‘nu carattere:
te faje amice e ppure ‘na guagliona.
Te saje difennere si te vonno vattere…
Capisce chi ave ttuorto e cchi raggiona!
Te spuse, faje ‘e figlie, po ‘e nepute,
doppo faticato ‘na vita sana sana.
Tanti malanne ca te songo asciute…
Sî ssurdo comm’a ‘na campana!
T’arritruove viecchio e nnun ‘o ssaje,
comme nce sî arrivato chi ‘o ppo’ ddì.
Ll’indifferenza te fa male assaje…
‘nu male ‘mpietto ca te fa murì!
Te guarde attuorno, pare ‘nu deserto,
tu e Essa comme ‘o primmo juorno.
E cquann’è â sera, sott’a ‘na cuperta…
Pienze ca chesta vita… è ssulo suonno!
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Commenti:
- Pietro Zurlo:
Il cammino della vita è molto importante per il bambino che si fa grande; dipende tutto dall'educazione che riceve, sia a parole che con i fatti; poi la stessa vita, si sa che è come una strada da scegliere ed a volte, senza volerlo imbocchi sia quella giusta che quella sbagliata. E questo perché si diventa adulti e devi seguire il tuo istinto, ma si può verificare anche che un figlio di povera gente diventa qualcuno e al contrario un figlio vissuto fra vizi e benessere non vale niente. Inzomma: nisciuno nasce masto!
- Epitteto:
Una disamina quasi impietosa, quella di Carmine.
Lo scorrere di tutta una vita in sei strofe dense di significato e significante.
Il tutto giocato in seconda persona singolare, ma in realtà rivolto a ciascuno di noi.
Un leit-motiv che si ripete nei millenni, come cifra che ci accompagna dalla nascita.
Perchè nella nostra presunzione narcisistica, ci riteniamo ciascuno un < unicum >, laddove invece non siamo altro che figurine in fotocopia.
Scrittura brillante questa, in consecutio temporum stringata, ritmica e cadenzata, fluente e scorrevole, cosa assai difficile in vernacolo.
Sempre piacevole a leggersi il nostro Carmine, preparato letterariamente, colto nel sapere, saggio nel vivere.
Bravissimo, Epitteto.
Satana
di Epitteto

Il Papa recentemente ha invitato tutti i fedeli del mondo a pregare contro il diavolo per difendere la Chiesa.
Siamo arrivati all'esorcismo di massa.
Tutti i fedeli cattocristiani chiamati a scacciare Satana dal cuore della Chiesa deviata.
Invece di ridurre i sacerdoti colpevoli allo stato laicale e mandarli in galera.
Come nel bel mezzo del secondo millennio, gli scismi sono alle porte.
Allora un popolo incazzato per le ricchezze, i privilegi e malcostume dei chierici, oggi fotocopia di quei tempi.
E la colpa scaricata su Belzebù: un bel furbetto il nostro Papa...