lunedì 7 agosto 2017

Ancora sui big data.

I big data dei social vanno in aiuto anche degli operatori economici immorali.
Tutti i giocatori d'azzardo sono caratterizzati dalla c.d. < soglia di dolore o disperazione >, cioè dall'ammontare di una somma che se persa per intiero li allontana per mesi dalle case di gioco.
I gestori dei Casinò allora tengono sotto controllo l'andamento delle perdite: appena queste raggiungono la soglia del < dolore > compensano i clienti con piccole regalie e benefit per non perderli del tutto.
Così i viziosi ritornano per essere spremuti fino all'ultimo centesimo.
EPITTETO

domenica 6 agosto 2017


 

















































































































VERITA' E BUGIE.

Malgrado tutto, i sociologi hanno cominciato ad interrogare i big data dei social per dare risposte attendibili alle loro statistiche.
Ad esempio sarebbe stato confermato dai dati su vasta scala il famoso complesso di Edipo avannzato da Freud.
Infatti dalle query nei siti pornografici, risulta che un numero notevole di utenti cerca video di rapporti incestuosi , soprattutto del tipo madre-figlio ( gli uomini ) e del tipo padre-figlia ( le donne ).
Inoltre molti uomini cercano video di adulti che vengono allattati al seno!
Infine le persone mentono se intervistate, anche quando compilano in solitudine questionari anonimi on line.
Cioè si si descrivono non come sono, ma come vorrebbero essere. ( * )
EPITTETO


( * ) Tratto per sintesi dall'articolo < Dai big data caccia alle bugie > di Vincenzo Fano, su Il Sole 24 Ore del 30.7.2017























sabato 5 agosto 2017

PALLIDO SOLE
***di Arcangela RIZZO***
***
Pallido...sole bianco,
che appari...fra le nubi...
Rifletti...sulla terra...
Così, tutta... la turbi...
Gelido freddo intenso,
Impavido sole bello...
Osservi lì... dall' alto...
Il giorno... il dì novello.
***
Da lì puoi osservare...
Tutta l'umanità...
che corre, nasce e muore,
e tutto in vanità...
Per sete di potere...
s'inventano le guerre,
poveri Cristi in croce...
Soppressi...senza voce.
***
Gridiamo la speranza...
Preghiamo con ardore...
Andiamo alla ricerca...
Solo di un po' d'amore.
Ma questa è merce rara...
Non se ne trova più...
Pensaci sole...bello...
Appari almeno tu...

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Commento di Epitteto:
Fra cinque miliardi di anni il sole imploderà trascinando nel nulla del cosmo anche la Terra.
Intanto, dice la lirica , c'è abbastanza tempo per metterci sotto la sua benevola custodia, come un ultimo santo protettore...
Che tutto vede e tutto ascolta.
D'altra parte, tramontata la fede, non resta che appigliarsi all'astrofisica.
Il quale sole, poveretto, appare sbiancato dall'orrore di una umanità violenta e cieca.
Ce la farà a salvarla?
Il razionalismo smagato dice di no.
Il respiro sociale della poesia in lettura fa aggio sulla forma, controllata e semplice nel linguaggio.
Epitteto

DONNE DI PESCATORI
***di Rita LO MONACO***
***
Profumo forte, terra di vento
di ginepri, rovi e fichidindia
arse al sole, terra desolata
e tanto amata,
sassi salati bruciati
dal sole che solo a
guardarli ti danno calore
come lucertole distese
al sole all'imbrunire
sulla spiaggia siamo noi,
donne dei pescatori
aspettando per ore
sulla riva del mare
affinchè la barca non
vediamo spuntare.
Tra sputi di schiuma
il mare ci bacia,,,
baci di giuda il mare ci dà
perchè non sai se
la barca vedrai spuntare.
scende la preghiera
dei marinai finchè
la barca vedrai approdare.

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Commento di Epitteto:
Intanto l'assolata terra di Sicilia ancora una volta viene cantata dai suoi figli prediletti.
Ho visitato più volte la nostra grande isola, attirato dalle vestigia classiche, dai panorami mozzafiato, dalla natura per certi versi semplice e selvaggia.
La poesia di Rita pare agganciarsi ad un mondo antico di tipo ottocentesco, quando la vita di mare era quella tratteggiata dal Verga: Padron 'Ntoni, la Provvidenza, i lupini ( vongole o legumi? ), le burrasche, le donne trepidanti in attesa sulla battigia...
Naturalmente il panorama dell'oggi è tutt'altro, il progresso la fa da padrone: basta vedere i pescherecci d'alto mare di Mazara del Vallo, il turismo ricco di S. Vito Lo Capo ( hotel, B&B, ecc. ), dell'Etna e tantissimo altro ancora.
Un volo pindarico nel passato, quindi, riconoscibile e apprezzato soprattutto dai lettori in età.
E come tale forse ritenuta, la poesia, un reperto giurassico pesante sul nostro vissuto lirico infuturato nella sperimentazione letteraria più spericolata.
In conclusione, superando talune incertezze grammaticali, una confortante proposta in lettura, altamente emotiva.
Epitteto

CRISTIANO SONO
***di Salvatore CAPPALONGA***
***
“Son Cristiano cordiale
“Se guardi ho qui la fede°
Crocefisso per capezzale
Beato è chi mi crede.”
***
“Adesso son cresciuto
La vita però impazza
Davvero io ho voluto
Stuprare una ragazza
***
Sai che non m’ero accorto
La donna ha fatto bene
A fare quell’aborto
A lei poi le conviene
***
Baciando il crocefisso
Ho dato fuoco al bosco
E’ il mio pallino fisso
Son sempre un tipo losco
***
Ne son passati anni
Adesso son potente
Continuo a fare danni
Contro degli innocenti
***
L’amico presidente
Buttando tante bombe
Non gliene frega niente
Di quello che soccombe
***
Anche lui è un cristiano
Ed è senz’altro giusto
Ci metto la mia mano
Non prova certo gusto
***
Sappi che di cristiano
Non hai tu proprio nulla
Lo dico piano piano
Li uccidi dalla culla

******************************
Commento di Epitteto:
La questione appare addirittura ridicola: nella prima e seconda guerra mondiale gli eserciti cristiani che si ammazzavano in massa venivano ciascuno benedetti dalla Chiesa e dai cappellani militari del luogo.
Invocando la benedizione e l'aiuto divino ciascun Paese per sè.
Un Dio unico quindi tirato per la giacchetta dai vari schieramenti in lotta.
La poesia in lettura mette il dito sulla piaga.
Cristiani bombaroli, ladri, assassini, menefreghisti, conformisti, utilitaristi.
Tutti protesi al proprio benessere egoico.
La lirica in questione è un urlo di disperazione della ragione per la follia umana, che tanti disastri continua a provocare alla collettività anche in nome della religione.
Una denuncia sociale pregnante per la coscienza di tutti e di ciascuno ( i drammi e le incongruenze della fede si possono toccare con mano: in taluni Stati occidentali gli atei/agnostici hanno superato per la prima volta i credenti...).
Dal punto di vista formale le quartine sono semplici, talora ingenue, talora scontate.
Singolare nella formulazione e formalismo metrico insistente l'assenza della punteggiatura: per taluni un pregio, non rompendo il ritmo della lettura.
Una poesia nel complesso dignitosa, anche se non per palati fini...
Epitteto

POESIA
***di Maria Grazia ZAGARIA***
***
Intingi nell'arteria
la piuma d'acciaio rovente
a solcare parole
sulla pelle olivastra,
scrigno dell'anima mia.
***
Mi poso leggera come un foglio
respiro la tua anima bianca,
in questo universo di spazi surreali,
noi, granelli di sabbia....
vestiti solo d'Amore,
distesi sulla risacca
a lambire le onde.
***
Poesia
palpita il mio cuore,
riempi ogni spazio
intercluso fra neuroni
e sentimento.....
Per te ho abbattuto muraglie,
affrontato uragani:
t'ho portato in salvo!
T'amo!
Ora sei mia ed io tua.

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Commento di Epitteto:
Per taluni potrebb'essere bruttolotta...
Ma si sa, non è bello quel che è bello, ma è bello quel che piace.
A suo tempo sulla questione io ci feci una tesina, che però spiacque all'esaminatore, il quale la bocciò.
Ma oggi siamo nel tremila e per giunta anche le commercialiste si dilettano di poesia: altro che animo arido delle scienze economiche secondo la vulgata...
La nostra Maria Grazia è un misto di sensibilità emotiva e di freddezza professionale.
Per questo l'ho cancellata dalle Amicizie Fb: troppa grazia S.Antonio!
Comunque, andando al sodo, l'ultima strofona ad invocazione della Musa parrebbe riscattare il precedente panorama retorico.
Un tu a tu, quasi un corpo a corpo con Madame Poésie, in un abbraccio d'amore intellettuale ed emotivo, una compenetrazione affettiva tra intelletto ed ispirazione.
Come un gesto d'impeto tra madre e figlia legate da un comune destino lirico.
Epitteto

venerdì 4 agosto 2017

I SUONATORI DEL PIFFERO.

Ho speso una parte della mia vita, quella più giovane, a demandare la mia responsabilità morale ad altre Autorità ( Vecchio e Nuovo Testamento, la Chiesa, la politica, l'economia, ecc.): per semplificarmi la vita.
Un autoinganno interiore ed intellettuale che però mi ha fatto perdere il contatto con la realtà alterandomi la psiche.
Dopo aver dato un calcio ai suonatori di piffero, ho preso il largo materialmente e spiritualmente, riappropriandomi del mio destino per intero.
Epitteto